Incontro per Yule e per la Tredicesima Luna

Grazie a tutte coloro che hanno partecipato, con tanta passione, creatività e gioia!

Abbiamo scoperto insieme molti significati di Yule, alla luce della sua storia antichissima e ricca di miti, riti, tradizioni che giungono a noi da molto lontano. Ripercorrere tanti sentieri, tante esperienze, che ci riconnettono alle nostre origini è così emozionante ed è uno dei modi più dolci di trarre dal passato le energie per affrontare il futuro, più leggeri, ariosi, e pieni di speranza.

Conoscere le radici che ci collegano a una terra, a una cultura è bello e importante. Ancora più bello è contribuire con gesti e parole, riattualizzare i miti nei riti, fermare con un sapore, un profumo, un’immagine il senso di un evento astronomico, che muove le nostre vite e ne rappresenta simbolicamente i passaggi.

Anche stavolta Graziasole ci ha stupite con la sua coreografia, il suo allestimento e… le sue ricette speciali, in armonia con i cieli e le stelle!

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The Song of Amergin

amergin The Song of Amergin

La “Canzone di Amergin” è un canto magico emerso nel contesto di una cultura druidica irlandese. Come nel caso dei poemi di Taliesin (leggendario poeta gallese), i cantastorie avevano funzioni sciamaniche per le loro comunità. Il canto magico ne è un esempio tipico, perchè nasce dal “canto dell’anima”, come lo definiscono i nativi americani. Un suono che nasce da dentro, un suono dotato di potere che, solo successivamente, può articolarsi e strutturarsi in poesia e ritmo.

La tecnica dei mantra nelle culture orientali e le teorie del suono come origine dell’universo confermano questo ruolo magico del suono, della poesia, dell’arte come sorgente di potere prima che come atto estetico.

Amergin

Amergin, Bard of the Milesians, lays claim to the Land of Ireland

I am a stag: of seven tines,
I am a flood: across a plain,
I am a wind: on a deep lake,
I am a tear: the Sun lets fall,
I am a hawk: above the cliff,
I am a thorn: beneath the nail,
I am a wonder: among flowers,
I am a wizard: who but I
Sets the cool head aflame with smoke?

 amergin2

I am a spear: that roars for blood,
I am a salmon: in a pool,
I am a lure: from paradise,
I am a hill: where poets walk,
I am a boar: ruthless and red,
I am a breaker: threatening doom,
I am a tide: that drags to death,
I am an infant: who but I
 
I am the womb: of every holt,
I am the blaze: on every hill,
I am the queen: of every hive,
I am the shield: for every head,
I am the tomb: of every hope.
 

Song of Amergin translated by Robert Graves, from The White Goddess, Faber and Faber Limited, 24 Russell Square London WC1. It appears here under the principle of Fair Use

http://www.amergin.net/songofamergin.html

La canzone di Amergin e il culto degli alberi

Ci sono svariate versioni della canzone di Amergin, come spesso accade con questi testi popolari che, probabilmente, sono il frutto di lavorìì collettivi che si mescolano negli spazi e nel tempo, rendendo impossibile ogni attribuzione autorale. L’aspetto che voglio sottolineare oggi è che l’ultima strofa sembra avere un significato speciale, secondo la visione di Elen Sentier, che ha scritto un bellissimo libro sul legame fra divinità femminili, alberi, druidismo, poesia di Amergin e molto altro: Trees of the Goddess (alberi della Dea).

La scrittrice è un personaggio interessante, dal momento che si autodefinisce anche sciamana (british native shaman),

elen_sentier_

Nel suo libro, ella fornisce spunti per meditazioni arboree, articolate secondo il ciclo dell’anno a base celtica, e misurate dai glifi dell’alfabeto Ogham (pron. O’wam), che con gli alberi è misticamente fuso.

Dicevo, l’ultima strofa:

I am the womb: of every holt,
I am the blaze: on every hill,
I am the queen: of every hive,
I am the shield: for every head,
I am the tomb: of every hope.
Secondo Sentier, le ultime cinque righe si riferiscono ad alcune lune del ciclo celtico:
Prima luna, Yule solstizio d’inverno, albero/arbusto sacro Ailm (pino, abete): I am the womb of every holt (sono il grembo o cuore di ogni bosco)
Quarta luna, Oestara equinozio di primavera, albero/arbusto sacro Onn (ginestra): I am the blaze on every hill (sono la fiamma su ogni collina)
Settima luna, Litha solstizio d’estate, albero/arbusto sacro Ure-Heather (erica): I am the queen of every hive (sono la regina di ogni alveare)
Decima luna, Eadha equinozio d’autunno, albero/arbusto sacro Eadha (pioppo): I am the shield of every head (sono la protezione – scudo, elmo – di ogni testa)
Dodicesima luna, Samhain (pron. so-uéin) fine del ciclo, 31 ottobre, Albero/arbusto sacro Iew (tasso): I am the tomb of every hope (sono la fine di ogni attesa).
NB Non traduco hope come “speranza”, perchè qui il senso non è di disperazione ma di una conclusione che preclude alla rinascita.
Questa è la lettura che Elen Sentier fa della canzone di Amergin. E mi pareva degna di nota.

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