The World of Shamanism di R. Walsh (2007) – I PARTE – 3 CAPITOLO

3 Capitolo – Cos’è uno sciamano? La sfida della definizione

Secondo l’antropologo Hamayon, dopo un secolo di tentativi non si è ancora raggiunta una definizione condivisa. Il linguaggio, specie in materia religiosa, può creare confusione. In pratica, però, possiamo esaminare i modi con cui lo sciamanismo è stato definito in passato e analizzare l’evoluzione di questo processo.

Il termine deriva da SAMAN, che in tunguso (Siberia) indica colui che è eccitato, scosso. Esso può derivare da una parola indiana che definisce le pratiche di austerità o da un verbo tunguso che significa “conoscere”. Dagli antropologi il termine è stato usato per designare i medicine men, guaritori, di molte culture diverse. Alcuni si sono focalizzati sulla relazione con gli “spiriti”, altri, più recentemente hanno posto l’enfasi sugli stati di coscienza modificati che caratterizzano le attività dello sciamano. In senso lato, gli stati modificati riguardano molte altre figure, come lo yogi. In senso stretto, lo stato cardine è stato individuato nell’estasi (M. Eliade). L’estasi viene definita come un uscita dal corpo o dallo stato di coscienza ordinario. In particolare, l’estasi consiste in un volo, o viaggio, fuori dal corpo.

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