Yule, sole che rinasce, sole del solstizio invernale

Poesia del solstizio

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)

Solstizio (da sol- sistere, fermarsi) indica un momento astronomico critico. Il sole tocca il suo punto più basso, di solito il 21 dicembre nell’emisfero settentrionale. E’ una stasi, una situazione delicata, come un giro di boa, una svolta, nel movimento apparente del sole lungo l’eclittica. Il fenomeno, percepito come un fermarsi del sole da chi lo osserva dalla terra, dipende dall’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre.

 E’ l’inizio dell’inverno boreale e dell’estate australe.

La criticità insita in tutti i movimenti (apparenti) del sole ha prodotto in quasi tutte le culture del pianeta miti e riti, sistemi di credenze e di cerimonie, che hanno sempre avuto il senso di placare l’ansietà legata alla paura che la corsa del sole nel cielo possa alterarsi, concludersi, trasformarsi, mettendo a rischio il ciclo della vita, della vegetazione, dell’agricoltura, della vita animale e, di conseguenza, della vita umana.

Folclore e religioni sono dunque estremamente ricchi di leggende, racconti, strategie liturgiche, rituali, atti a preservare il tradizionale cammino del sole che garantisce vita sulla terra.

Per quanto riguarda il sistema simbolico cristiano, il più diffuso in occidente, basta attingere ai ricordi della nostra infanzia per ritrovare abitudini della propria famiglia, della propria città e nazione, per sapere cos’è il natale, chi è o non è babbo natale, cosa rappresenta il presepe e via dicendo.

La cultura occidentale ha reso questo momento astronomico e simbolico uno dei tanti eventi commerciali privi di significato se non per il mercato. Il solstizio d’inverno è diventata una festa per l’industria dei giocattoli e dei dolciumi, in parte anche dei profumi, dell’abbigliamento e del turismo. I grandi centri commerciali sono i principali protagonisti e fruitori di questa festa.

E’ ancora parzialmente una festa della famiglia, ma è vissuta spesso con modalità conformiste, mediatiche, poco autentiche. Le famiglie tendono a uniformarsi all’immaginario veicolato dalla pubblicità e dai mass media.

Per questo e altri motivi, molti siti e blog sembrano preferire riferimenti meno scontati per tentare di rintraccire le proprie radici e mettere a frutto saperi più antichi per onorare questo momento dell’anno e gioire dei suoi significati profondi.

La luna di dicembre, luna del solstizio, luna della quercia

La luna della quercia annuncia il freddo e il gelo. Questo è il tempo del sonno e del riposo. La terra si richiude nella sua profondità e la vegetazione si riassorbe nel silenzio e nel buio, mentre la luce tocca il suo punto più basso. Mentre la luna di novembre, nel tempo di Samhain, è stata soprattutto un viaggio di introspezione, sotto il segno dello scorpione, la luna di dicembre, invece, annunciando il punto più basso del sole e della luce, ne annuncia anche la rinascita e la risalita, nel segno del sagittario. Il solstizio segna il momento della svolta e del nuovo inizio: Yule è vicino, e il centauro che è in noi, il sagittario appunto, guarda oltre davanti a sè, verso le nuove mete.

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L’Aperegina per Halloween/Samhain 2016

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato con energia e creatività all’incontro organizzato da questo blog per approfondire il tema di Halloween, cioè lo speciale momento astronomico, i suoi significati, la sua simbologia, e le opportunità di trasformazione positiva che esso offre a ciascuno di noi.

Celebrati da moltissime culture nell’arco spaziale e temporale, questi giorni speciali sono collegati, nella nostra cultura, alla festa di Ognissanti (Halloween per gli anglofoni) e al giorno dei morti. Abbiamo esplorato insieme il senso di queste ricorrenze, dal mondo classico ad oggi, senza dimenticare i primi approcci dell’umanità con la sacralità del cosmo.

Abbiamo poi espresso la compartecipazione alla speciale configurazione dei cieli tramite i gesti, le parole, la ritualità proposta da Graziasole che, con grazia e solarità come il suo nome promette, ci ha accompagnate in un viaggio interiore pieno di scoperte affascinanti.

Il momento forse più magico – fra i tanti che sono fioriti nel cerchio – è stato quello in cui abbiamo gustato i chicchi color rubino del melograno. Fragranti e croccanti ci hanno offerto un ponte, un passaggio sicuro e protetto verso le profondità della madre terra. Come Persefone abbiamo addentato il frutto e come Persefone abbiamo stabilito un collegamento speciale con le forze della guarigione e con le energie degli antenati. Asa!

 

 

 

L’acqua e la terra; la giustizia, l’economia

A cominciare dal momento in cui una forma si è staccata dalle Acque, ogni legame organico con loro è rotto; tra il preformale e la forma esiste uno iato. Simile frattura non avviene per le forme generate dalla terra, le quali rimangono solidali con la loro matrice; del resto se ne sono separate solo provvisoriamente, e a essa tornano per riposare, fortificarsi e alla fine ricomparire alla luce del giorno.

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Per questo fra la terra e le forme organiche da essa generate c’è un magico legame di simpatia. Tutte insieme formano un sistema. I fili invisibili che collegano la vegetazione, il regno animale e gli uomini di una certa regione al suolo che li produsse, li porta e li nutre, furono intessuti dalla vita, che palpita tanto nella Madre come nelle sue creature. La solidarietà fra il tellurico da una parte, il vegetale, l’animale e l’umano dall’altra si deve alla vita, dappertutto la stessa.

La loro unità è di carattere biologico. E quando uno qualsiasi dei modi di questa vita è contaminato o sterilizzato da una colpa contro la vita, tutti gli altri suoi modi vengono colpiti, grazie alla loro solidarietà organica. Il delitto è un sacrilegio che può avere conseguenze gravissime, semplicemente perchè il sangue versato avvelena la terra. E la calamità si manifesta colpendo di sterilità campi, bestie e uomini egualmente.

Nel prologo dell’Edipo Re , il sacerdote si lamenta delle sventure piombate su Tebe: “La città perisce nei germi fruttiferi della terra, nelle mandrie di buoi al pascolo, nei parti delle donne, che terminano tutti senza nascite”.

Un re saggio, un regno fondato sulla giustizia, garantiscono invece la fertilità della terra, degli animali e delle donne. Ulisse dichiara a Penelope che, grazie alla fama di un re buono, la terra porta le messi, gli alberi piegano sotto il peso dei frutti, le pecore partoriscono regolarmente, il mare formicola di pesci.

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Esiodo così formula questo concetto rustico dell’armonia e della fertilità antropocosmiche: “Coloro che, per lo straniero e per il cittadino danno sentenze giuste e non divergono mai dalla giustizia, vedono la loro città espandersi ed entro le sue  mura farsi florida la popolazione. Sul loro paese si diffonde la pace nutrice di giovani, e Zeus dal vasto sguardo non destina loro la guerra dolorosa. Questi retti giustizieri non sono mai seguiti da carestia e calamità… La terra offre loro una vita abbondante; sui loro monti le querce portano ghiande in cima e api nel tronco; le loro lanose pecore hanno velli pesanti; le mogli partoriscono loro figli simili ai padri; si espandono in prosperità senza fine e non se ne vanno per mare, poichè il fertile suolo offre loro le sue messi” (Esiodo, Le opere e i giorni).

Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Boringhieri, Torino 1976, pp. 263-264.

Immagine in evidenza: L’Età dell’oro di Lucas Cranach

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