CHI SIAMO, COSA FACCIAMO

La scelta dell’Ape

Abbiamo scelto l’Ape come simbolo delle attività che proponiamo, per molti motivi.

L’animale è operoso, molto attivo, instancabile come noi. Ha la capacità di cooperare, lavorare per un fine comune, industriarsi per sostenere la sua tribù, immolarsi in nome di un bene superiore.

Sciame

A parte la predisposizione al sacrificio – che ci sembra esagerato – anche noi riteniamo di avere caratteristiche affini.

“L’ape è, fra gli insetti, quello cui è stata dedicata maggiore attenzione. Le api sono un bioindicatore dell’ambiente, oltre a produrre il pregiatissimo miele, trasportano il polline e trasformano il mondo in cibo. Esse rappresentano gli imenotteri sociali per eccellenza, in quanto occupano uno dei livelli evolutivi più elevati tra gli insetti, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione d’informazioni.” (http://www.mutatemente.com/api.html).

Ma questi sono solo gli aspetti più superficiali e osservabili dell’insetto.
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Il sesso, la morte, il fuoco.

La sua storia mitologica e la sua simbolica sono molto più complesse e intriganti.

I greci consacravano le api alla Luna e le consideravano anime di persone oneste, reincarnate in questi animaletti. Anche in antico Egitto e in altre parti d’Europa quest’associazione con l’anima era diffusa: in Inghilterra erano gli “uccelli di Dio”, in Germania “gli uccelli di Marte”. L’ape è collegata al dio Mitra, ma anche alla cultura ebraica simboleggiando la parola, l’eloquenza, il logos. Nella Torah si legge che lo spirito dell’uomo è la candela del Signore, e che la terra promessa è quel luogo in cui scorre il latte con il miele.

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In diverse culture, dunque, l’ape è associata all’anima e, in particolare, a quella dei morti.

Ricordiamo che il rapporto degli antichi col regno dei morti era molto diverso dal nostro. La morte non incuteva la stessa paura che incute oggi in Occidente, e tutto ciò che veniva dall’oltretomba era, per i nostri antenati, connesso con la fertilità, la rinascita, la nascita, la rigenerazione, la vita. In sintesi, la morte era portatrice di abbondanza e non di privazione, poichè la coscienza delle persone, a quei tempi, si misurava su un metro circolare, l’Eterno Ritorno, e non su un metro lineare (inizio e fine).

Nelle antiche vie delle culture premoderne, il concetto di inizio non c’era. Se non c’è inizio non può esserci fine. Le culture della circolarità vedono la realtà come un eterno susseguirsi di nascite e morti, senza soluzione di continuità, e soprattutto senza l’angoscia che il concetto di fine (fine della vita, fine dei tempi) procura agli occidentali moderni.

Il legame col mondo dei morti è comune a molti altri animali dotati di ali, ma nel caso dell’ape abbiamo anche a che fare col miele, che è una sorta di nettare degli dèi: qualcosa di dolcissimo e preziosissimo che, in qualche modo, viene a noi dalla madre terra e dalla sua fauna. Il miele era legato sia al sesso (luna di miele) sia alla morte (biscotti al miele in certe festività dei morti).

Il sesso e la morte sono legati dal fatto che, nel dare la vita, ogni madre dona a suo figlio anche una promessa di morte e, se questa verità può essere accettata in una cultura che vive di ciclicità e di ritmi di morte-rinascita, nelle nostre culture materialiste viene abilmente rimossa (come nei casi di cronaca che svelano/velano la realtà delle madri infanticide).

Non c’è solo il miele, però.

C’è anche la cera che, utile per tanti manufatti e attività umane, serve a confezionare le sacre candele, che rappresentano l’omaggio più gradito agli dèi, e che connettono tutto quello che abbiamo detto al fuoco e alla luce. Simbolicamente, vuol dire che sesso e morte hanno un senso se connessi alla luce, che apre e chiude il ciclo delle rinascite, e che sacralizza tutto il percorso. Non dimentichiamo che le candele sono sempre le protagoniste di rituali e liturgie, in tutte le religioni e in tutti i sistemi di credenza, di cui sostengono le pratiche magiche e i percorsi spirituali.

Infine, il regno dei morti è strettamente legato alla divinazione, perchè in quel luogo senza tempo, dove passato, presente e futuro sono mescolati e intrecciati, il cercatore di cose segrete può trovare indizi che gettino luce sui misteri del tempo: può allargare lo sguardo sino alle cose future, può ritornare sui passi del tempo trascorso e rinvenire i dati del karma.

Per questo, Rune e Tarocchi sono i protagonisti degli incontri con l’ApeRegina.

Entra nel nostro alveare!

 

Sitografia

http://www.cavernacosmica.com/simbologia-dellape/

http://www.latelanera.com/

http://www.mutatemente.com/api.html

http://www.mitiemisteri.it/esoterismo/animali/ape.html

http://www.gongoff.com/animali-simbologia/ape

 

Ritratti

GRAZIA

Grazia Innocenzi

Naturopata, operatrice ayurvedica, ricercatrice indipendente, counselor olistica (campane Tibetane, bilanciamenti energetici, cristalloterapia, aromaterapia, fiori di Bach).  Ha partecipato a seminari di argomento antropologico, approfondendo gli studi sul buddismo, lo sciamanismo e la ruota di medicina degli indiani nativi d’America. Ha intrapreso da anni l’itinerario di formazione della Foundation for Shamanic Studies ideato da Michael Harner. Appassionata da sempre alla spiritualita’, ha iniziato il suo percorso evolutivo in ambito buddista, per poi proseguire in nuove esperienze e percorsi (danza e percussioni  africane, sciamanismo, paganesimo e antica religione).  La sua formazione si e’ sviluppata grazie al contatto diretto con ricercatori e maestri spirituali. E’ iniziata alla tradizione della wicca sciamanica del Tempio di Ara, fondata da Phyllis Curott. Vive e lavora a Roma, dove tiene cerchi di meditazione, condivisione e percorsi dedicati al benessere psicofisico.

 

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Enrica Tedeschi

PhD in Teoria e ricerca sociale, è Professore aggregato di Sociologia delle relazioni interculturali all’Università di Roma Tre, docente del Master interatenei (Università La Sapienza e Università Roma Tre) Sociologia: Teoria, Metodologia, Ricerca,e del dottorato Teoria e ricerca educativa e sociale di Roma Tre.

E’ autrice di numerosi  saggi scientifici di sociologia.

Ha fatto ricerche etnografiche sul campo, di sociologia religiosa (movimenti neo-religiosi del Novecento), media e industria culturale (fiction e musica), metodologie connesse con la grounded theory e con l’utilizzo del software NVivo.

E’ consulente di Total Quality Management e Valutatore della qualità aziendale (ISO9000 e seguenti).

Profilo personale

ET pratica la meditazione Vedanta dal 1994 con Laura Boggio Gilot (Associazione Italiana di Psicologia transpersonale) sulla scia degli insegnamenti di Raphael (Vidya). Attualmente, conduce una ricerca, che è insieme scientifica e personale, nel campo di studi che gli antropologi definiscono come “risveglio dello sciamanismo in Occidente”. La ricerca focalizza due filoni di trasmissione delle tecniche sciamaniche: il core-shamanism  proposto dalla Foundation for Shamanic Studies, fondata da Michael Harner (in Italia: Lorenza Menegoni e Nello Ceccon); e la tradizione Maya-Tolteca, proposta dall’Associazione Chakaruna fondata da Alessandra Comneno.

Se vuoi saperne di più:

BLOG : inpocheparole

E-LEARNING: inpocheparoleAcademy

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4 thoughts on “CHI SIAMO, COSA FACCIAMO

  1. bellissimo…ho visto nascere questo blog..lo vedro sicuramente crescere e raggiungere i livelli che merita.. complimenti ..ed in bocca al lupo..

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